L’accestimento grano è la fase in cui la pianta produce germogli laterali, alcuni dei quali potranno formare spighe. Tuttavia, la resa dipende da quanti germogli diventano culmi fertili. Dipende anche dal numero di cariossidi per spiga e dal loro peso.
Il culmo è il fusto delle graminacee: sostiene le foglie e, quando è fertile, termina con una spiga. La pianta sviluppa un culmo principale. Durante l’accestimento, inoltre, può formarne altri, detti culmi secondari o germogli di accestimento.
Questi germogli nascono da gemme situate alla base della pianta, in corrispondenza dei nodi. Tuttavia, non ogni germoglio completa il ciclo: alcuni arrestano lo sviluppo o non producono una spiga. Perciò, il numero di germogli visibili non equivale al numero finale di spighe.
L’accestimento comincia in genere quando la plantula ha sviluppato alcune foglie. Tuttavia, il momento preciso varia con cultivar, temperatura, disponibilità idrica e data di semina. In campo, si riconosce dalla comparsa dei primi germogli laterali alla base del culmo principale.
La scala fenologica BBCH descrive l’inizio dell’accestimento al codice 21, con il primo accestimento visibile. La fase prosegue poi con la formazione di ulteriori germogli. La scala BBCH aiuta a registrare lo stadio della coltura. Le foglie e i germogli effettivamente presenti vanno comunque verificati sulla pianta.
In Italia, la stagione di semina modifica il tempo disponibile per accestire. Al Nord, una semina autunnale tempestiva può consentire una fase di accestimento prima dell’inverno. Al Centro e al Sud, invece, temperature invernali più miti possono prolungare l’attività vegetativa. Tuttavia, semine tardive e stagioni anomale possono ridurre o spostare questa finestra. Perciò, il calendario da solo non basta per diagnosticare la fase.
I culmi fertili sono germogli che proseguono lo sviluppo, differenziano una spiga e arrivano alla spigatura. L’accestimento grano costruisce quindi una parte del potenziale di spighe. Tuttavia, la fertilità si conferma solo seguendo la coltura nelle fasi successive.
In genere, un germoglio precoce e ben sviluppato ha maggiori possibilità di contribuire alla spigatura rispetto a uno comparso tardi o rimasto debole. La luce, la disponibilità di risorse e la competizione interna influenzano questa selezione. Di conseguenza, quando le condizioni peggiorano, la pianta può ridurre la crescita o perdere alcuni germogli.
Per questo, è utile osservare la coltura in più momenti, non soltanto durante l’accestimento. Si può controllare la sopravvivenza dei germogli verso la levata e poi contare le spighe per metro quadrato vicino alla maturazione. Così si ottiene un quadro più concreto del risultato.
Densità, nutrizione, temperatura, acqua, qualità della semina e competizione modificano il numero e la vigoria dei germogli. Tuttavia, il loro effetto dipende dall’interazione tra cultivar, terreno, data di semina e andamento stagionale.
Prima di intervenire sulla nutrizione, conviene valutare analisi del terreno, precedenti colturali, sviluppo della coltura e condizioni meteorologiche. Per orientarsi tra le soluzioni nutrizionali disponibili, è possibile consultare la pagina dei prodotti NutriX e le informazioni sul concime bionutrizionale NutriXGold. Tuttavia, la scelta e le modalità d’impiego devono rispettare etichetta, indicazioni tecniche e necessità aziendali. Queste informazioni non sostituiscono diagnosi o analisi.
Più spighe per metro quadrato possono contribuire a una resa maggiore, ma non la garantiscono. Infatti, la produzione dipende anche dal numero di cariossidi per spiga e dal peso delle cariossidi. Queste componenti possono compensarsi solo entro certi limiti.
In termini agronomici, la resa deriva dall’interazione tra spighe per superficie, cariossidi per spiga e peso medio del granello. Per esempio, una coltura con meno spighe può avere spighe più fertili o granelli più pesanti. Al contrario, molte spighe possono risultare poco produttive se la coltura soffre nelle fasi successive.
Di conseguenza, il conteggio dei germogli durante l’accestimento è un indicatore del potenziale, non una previsione certa del raccolto. Per interpretarlo, servono anche densità effettiva, distribuzione delle piante, stato nutrizionale e disponibilità idrica. Inoltre, occorre considerare le condizioni durante levata, fioritura e riempimento del granello.
Il primo errore è considerare ogni germoglio come una futura spiga. Un secondo errore è aumentare automaticamente concimazione o densità senza aver verificato la causa di un accestimento scarso o disomogeneo.
Quando la coltura è disomogenea o i sintomi non sono chiari, un sopralluogo tecnico aiuta a valutare la situazione. Se opportuno, anche analisi del terreno o dei tessuti aiutano a distinguere carenze, stress idrici e problemi di impianto. Inoltre, registrare la fase BBCH, la data di semina e i conteggi in campo rende più utile il confronto tra annate e appezzamenti.